Io non mi arrendo, stasera in tv su RAI 1 in prima tv

Io non mi arrendo è la storia di Roberto Mancini: poliziotto eroe, scomparso per un tumore due anni fa, che per primo portò alla luce il dramma dello sversamento illegale di rifiuti tossici in Campania

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Io non mi arrendo, fiction di RAI 1 in prima tv con Beppe Fiorello
Io non mi arrendo, fiction di RAI 1 in prima tv con Beppe Fiorello

Io non mi arrendo, in onda stasera in tv su RAI 1, è una storia vera ambientata nella Terra dei Fuochi.
Giuseppe Fiorello è il protagonista della fiction dedicata alla figura di Roberto Mancini: poliziotto eroe, scomparso per un tumore due anni fa, che per primo portò alla luce il dramma dello sversamento illegale di rifiuti tossici in Campania.
Un film liberamente ispirato alla vicenda di un uomo straordinario e di una terra martoriata in cerca di riscatto.
Io non mi arrendo andrà in onda in prima tv e in prima serata su Rai 1 in due puntate: stasera e domani sera.

Io non mi arrendo, in onda stasera in tv su RAI 1, racconta una vicenda drammatica e di grande impatto emotivo per ricordare un uomo animato da un forte senso dello Stato determinato a scoprire la verità sull’enorme traffico di rifiuti tossici sversati in Campania e gestito dalla criminalità organizzata.
Quella di Mancini è la storia di un poliziotto che non si è mai arreso nelle indagini, nonostante le mille difficoltà e gli altrettanti tentativi di insabbiamento, ma che ha pagato con la vita le sue fondamentali scoperte sull’ingente traffico di rifiuti tossici.
E sono stati quegli stessi veleni, sprigionati da una terra martoriata, ad ucciderlo il 30 aprile 2014, quando Roberto si è dovuto arrendere a un tumore.

Io non mi arrendo è una coproduzione Rai Fiction – Picomedia, prodotta da Roberto Sessa ed è stato realizzato con il contributo della Regione Puglia (Fondi FSC e PO FESR 2007-2013) e con il sostegno della Regione Lazio (Fondo regionale per il cinema e l’audiovisivo).
Un film in due puntate, per la regia di Enzo Monteleone, con Massimo Popolizio, Elena Tchepeleva, Paolo Briguglia e con Maddalena Crippa, in onda, in prima tv e in prima serata su Rai 1, lunedì 15 (prima puntata) e martedì 16 febbraio (seconda puntata).

Io non mi arrendo è la storia vera di Roberto Mancini, poliziotto eroe morto il 30 aprile 2014. Nemmeno i disperati tentativi di nuove operazioni al midollo sono serviti a strappare alla morte questo vero servitore dello Stato, prima nella Criminalpol e poi nelle indagini sul ciclo illegale dei rifiuti.
Quello che i magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli hanno scoperto sulle migliaia di tonnellate di rifiuti tossici sversati nell’ormai famosa Terra dei Fuochi si deve in buona parte a quest’uomo testardo e deciso.

TRAMA E STORIA del film IO NON MI ARRENDO

Prima puntata di Io non mi arrendo – Marco Giordano (Giuseppe Fiorello) non è campano, ma chi lo ricorda bene è pronto ad affermare che è come se lo fosse. In quella terra martoriata il vice commissario Giordano ci capita dopo un’indagine per usura iniziata dai controlli su una banca locale a Fondi.
Marco si imbatte così in Gaetano Russo (Massimo Popolizio), avvocato di provincia, sempre pronto a cogliere buoni affari. Il corpulento avvocato fa incetta di terreni di scarso valore agricolo e senza apparenti prospettive di sfruttamento. Apparenti. Perché un obiettivo chiaro Russo ce l’ha. Usare quei terreni come discariche per rifiuti tossici. Marco, grazie al suo fiuto investigativo e ai piccoli aiuti di Vincenzino, un ragazzino del posto tanto sfrontato quanto coraggioso, intuisce il distruttivo business che sta per abbattersi su quella sfortunata terra e ingaggia con Russo una sfida che, alla resa dei conti, finirà per impegnarlo per quasi due decenni.
Anni in cui trova l’amore di Maria (Elena Tchepeleva), una simpatica ragazza dell’est che sposerà e da cui avrà una figlia, Martina.
Anni in cui le indagini di Marco proseguono solo grazie alla caparbietà sua e a quella del suo piccolo gruppo di affiatati colleghi. Ma non è facile indagare su un uomo come Russo, ricco di mezzi finanziari ma soprattutto ricco di relazioni nella pubblica amministrazione, nella politica, nell’economia e anche nella magistratura. Un uomo che realmente controlla il suo territorio.
Indagini, intercettazioni appostamenti, tutto confluisce in un rapporto di 250 pagine e in allegati racchiusi in ben settanta faldoni. Anni di lavoro investigativo che Giordano sente di dover portare a termine specie dopo la morte per tumore di Vincenzino.
La causa? Quelle discariche che si stanno mangiando la terra, l’acqua e l’aria. Si sono mangiate Vincenzino, si sono mangiate intere comunità e ora si stanno mangiando Marco.
Marco ha fatto la sua scelta: far incriminare Russo e interrompere i suoi sempre più lucrosi e imponenti traffici.

Seconda puntata di Io non mi arrendo – Quando la sua inchiesta viene frettolosamente archiviata e sepolta nei sottoscala del tribunale di Napoli tutto precipita.
Marco Giordano accetta un incarico secondario al commissariato di San Lorenzo, a Roma, e soprattutto accetta di dover lottare contro il progredire della sua malattia. Con Russo lui ha perso la sua battaglia. Marco è ben voluto nel quartiere. Con Maria affronta gli alti e bassi di una malattia che lo costringe a periodici cicli di chemioterapia.
Ammettere di fronte alla figlia la malattia non è facile ma lui è un uomo che non si arrende. Marco capisce che con Russo i conti non sono chiusi quando legge un articolo sull’inaugurazione di una scuola. Una scuola che sorgerà sopra una delle sue vecchie discariche.
Marco non immagina neppure che un giovane magistrato della DDA di Napoli, Giovanni Cattaneo (Paolo Briguglia) ha deciso di riaprire la sua vecchia inchiesta.
I faldoni del suo rapporto sono quasi tutti spariti. Dovrà ricostruire l’indagine, pezzo dopo pezzo.
Se la sente? Marco, sempre più provato dalla malattia, non è un uomo che sa arrendersi. Ricostruire l’inchiesta significa ricostruire il suo vecchio gruppo operativo. Lo fa. È il suo ultimo atto, pochi giorni prima che la morte sopraggiunga.

Note su IO NON MI ARRENDO

Così Giuseppe Fiorello: “Quando per la prima volta mi hanno raccontato la storia di Roberto Mancini, d’istinto ho provato rabbia e commozione nello stesso momento. Due sentimenti opposti che all’interno di questa avventura umana si alimentano a vicenda. Rabbia, perché la storia di Mancini è piena di ingiustizie, di imperizie, di silenzi, di valutazioni volutamente sbagliate. È impossibile non indignarsi di fronte alla mancanza di dedizione e vocazione alla giustizia da parte di certi organi dello Stato che avrebbero dovuto sostenere Roberto sin da subito nel suo lavoro, collaborando a un’indagine che avrebbe potuto – fin da allora – smascherare un piano scellerato, criminale e irresponsabile. Invece lo hanno lasciato solo. … lui aveva scoperto qualcosa che non si poteva dire, qualcosa che dava noia a troppe persone. Per questo è stato lasciato solo“.

Così il regista Enzo Monteleone: “Quando Roberto Sessa e Giuseppe Fiorello un anno fa mi hanno proposto di realizzare un film su Roberto Mancini, il poliziotto che per primo indagò sui veleni della Terra dei Fuochi, ho subito accettato: Mancini rappresenta il meglio degli italiani che servono il nostro Paese. La sua inchiesta rimase lettera morta per almeno una decina di anni. Ora, invece, rimangono solo i dati in rapida ascesa dei tumori che stroncano le vite di chi abita nella Terra dei Fuochi. Una storia amara: Mancini aveva trovato le prove per inchiodare i boss di Gomorra molti anni prima che diventasse di dominio pubblico, ma la sua ricompensa è stato un male terribile che lo ha minato nel corpo per undici lunghi anni”

Cast artistico di Io non mi arrendo

Marco Giordano è Giuseppe Fiorello
Gaetano Russo è Massimo Popolizio
Maria Kaminksi è Elena Tchepeleva
Rino Mastropalo è Alessandro Riceci
Lucio Papa è Salvio Simeoli
Alessio Bonfiglio è Stefano Alessandroni
Michele Leone è Mario Sgueglia
Giovanni Cattaneo è Paolo Briguglia
Madre Vincenzino è Biancamaria D’Amato
Sebastiano Ajello è Antonio Milo
Antonio Pomarico è Vincenzo Pirrotta
Vincenzino Abate è Luigi D’Oriano
Martina Giordano è Giulia Salerno
e con Maddalena Crippa nel ruolo di Giuliana Valente

Fonte: ufficio stampa RAI