RAI CULTURA ricorda e omaggia UMBERTO ECO

Nello Speciale Per Umberto Eco le partecipazioni televisive più importanti di Umberto Eco, dagli anni Sessanta ad oggi. Interviste sulle sue opere letterarie e scientifiche si intrecciano ai ricordi di vita e di lavoro

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Umberto Eco
Umberto Eco

Umberto Eco si è spento ieri all’età di 84 anni nella “sua” Milano, era nato ad Alessandria il 5 gennaio del 1932: e non poteva mancare l’omaggio (e il ricordo) della RAI ad uno dei maggiori intellettuali del secolo scorso. Come riporta l’ANSA: “Umberto Eco verrà commemorato nella sua città d’adozione, Milano. Il feretro del grande scrittore, filosofo e semiologo dovrebbe essere esposto nel corso di un rito civile al Castello Sforzesco. Sarebbe questo, secondo indiscrezioni, l’orientamento dei parenti: un rito civile che dovrebbe tenersi martedì prossimo, alle 15, al Castello Sforzesco. L’uscita del nuovo libro di Eco, Pape Satàn Aleppe, inizialmente prevista in maggio, è stata anticipata a sabato 27 febbraio. Lo annuncia l’editore Eugenio Lio. Il libro consegnato e corretto dallo scrittore, con la copertina disegnata da Cerri, aspettava solo di andare in stampa per la casa editrice La nave di Teseo”.
Un ritratto a tutto tondo quello di Umberto Eco proposto da Rai Cultura: narratore, editore, semiologo, saggista, parodista ed enciclopedista, intellettuale e scrittore, “tuttologo” secondo una definizione che lui stesso aveva coniato.
Rai Cultura ha cambiato la programmazione di sabato 20 e domenica 21 febbraio per un omaggio affettuoso a un personaggio molto legato alla tv e, in particolare, a Rai Storia che più volte aveva definito “il più bel canale della tv italiana”.
Un legame ricordato dal direttore di Rai Cultura, Silvia Calandrelli: “L’intellettuale straordinario, acuto e ironico, lo studioso ‎di filosofia medievale e – al contempo – di moderne tecniche della comunicazione, il conversatore brillante capace di attingere ad un personale bagaglio di citazioni dotte e di aneddoti divertenti vasto da sembrare inesauribile, lo scrittore e il saggista di fama mondiale sempre attento tuttavia alle vicende della sua Italia, severo fino all’invettiva, all’occorrenza: con la scomparsa di Umberto Eco Rai Cultura perde un importante punto di riferimento, uno spettatore critico e appassionato, una fonte insostituibile di autorevolezza”.

Rai Storia ha cambiato la propria programmazione e dedica ad Umberto Eco l’offerta di domenica 21 febbraio.
Domenica 21 febbraio alle 21:30 RAI STORIA dedica lo Speciale Per Umberto Eco con le sue partecipazioni televisive più importanti, dagli anni Sessanta ad oggi. Interviste sulla sue opere letterarie e scientifiche si intrecciano ai ricordi di vita e di lavoro, cominciato proprio in RAI nel 1954, a 22 anni, quando partecipa ai corsi di formazione del personale per la nascente Tv. Assunto alla casa editrice Bompiani, comincia a distinguersi  come editor e – sin dall’inizio – come intellettuale curioso ed eccentrico.
Lo Speciale Per Umberto Eco è preceduto, alle 19:20, da Eco della Storia incontra Umberto Eco, un programma tv condotto‎ da Gianni Riotta, in cui il semiologo bolognese analizza la storia della società e della cultura italiana dalla seconda metà del secolo scorso ai giorni nostri.
Un programma tv all’interno del quale Eco non fu tenero nei confronti dei giornalisti “La maggior parte degli intervistatori ritengono che il pensiero dell’intervistatore sia più importante di quello dell’intervistato. L’intervista è un male del giornalismo, perché evita di pronunciare giudizi, evita di fare articoli critici. L’intervista è un fatto di grande immoralità e pigrizia da parte dei giornali. Ha senso quando per la prima volta riesce a far parlare un personaggio che non si è mai espresso e allora riesce a bloccarlo in un dialogo, cosa che avviene ogni tanto. I giornali devono dare i fatti e poi dei commenti”.

Alle 22:00, infine, Rai Storia trasmette un film cult strettamente legato a Eco e alla sua scrittura: Il nome della rosa.

Anche Rai5 renderà omaggio a Umberto Eco: lo farà martedì 23 febbraio alle 21:15 con lo Speciale Lo Stato dell’Arte.
Maurizio Ferraris ospita il semiologo Paolo Fabbri, il giornalista ed editore Mario Andreose, il poeta e scrittore Nanni Balestrini e il medievalista Costantino Marmo per raccontare Umberto Eco ed in particolare il suo ideale di filosofia come sapere di una totalità non astratta, ma concreta, fatta di una molteplicità di interessi e di stili. Questa molteplicità, d’altra parte, ha rischiato di mascherare l’originalità della visione filosofica di Umberto Eco, che ha in realtà rilanciato una disciplina che molti davano per defunta.