domenica 17 dicembre 2017
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News, curiosità ed anticipazioni sui programmi Rai trasmessi stasera in Tv.

C’E’ QUALCUNO ricorda le vittime dell’Hotel Rigopiano di Farindola

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Hotel Rigopiano... C'E' QUALCUNO

In occasione della Festa della Repubblica, alle 21.05 su Rai2 in onda “C’è qualcuno”, documentario scritto da Michele Santoro e realizzato interamente con filmati originali dei Vigili del fuoco girati con i loro mezzi – dalle piccole telecamerine GoPro montate sui caschi da soccorso alle riprese immediate con i telefonini e alle telecamere vere e proprie – durante i soccorsi all’Hotel Rigopiano di Farindola nel gennaio scorso.
Scritto da Michele Santoro e Alessandro Renna, per la voce narrante di Alessandro Haber e le musiche di Nicola Piovani, “C’è qualcuno” è per non dimenticare le vittime, il dramma dei sopravvissuti, la difficoltà dei soccorsi all’Hotel Rigopiano.

“C’è qualcuno” è l’urlo costante che accompagna le fotoelettriche e le torce che si fanno strada nel freddo e nel buio delle macerie dell’albergo sepolto dalla valanga. E con queste immagini, per la prima volta trasmesse in tv, e con il loro racconto vivo, come una diretta sul campo, è come se i Vigili del fuoco ci portassero all’interno di quelle macerie a condividere fatica, disperazione, tenacia, gioia, commozione, speranza.
“C’è qualcuno” è una testimonianza priva di qualsiasi retorica dell’eroismo civile di cui sanno essere capaci gli italiani più semplici, infilandosi in impressionanti cunicoli mentre incombe sulla loro testa il rischio di una nuova valanga o di ulteriori scosse di terremoto. Uomini e donne che si sono distinti per “la grande capacità di organizzazione, di tecnica e soprattutto la generosa abnegazione”, come ha avuto modo di sottolineare di recente il Presidente della Repubblica. La Rai ha deciso di trasmetterlo il 2 giugno Festa della Repubblica come omaggio a loro, all’Italia migliore.
Fino a oggi, se pensiamo al racconto in diretta di una tragedia, uno straordinario documento televisivo era Vermicino, ovvero la morte di un bambino. Rigopiano sarà ricordato invece perché quattro bambini erano tra i tanti da salvare: quattro bambini estratti tutti vivi. “Un bambino salvato diventa, in quei momenti, tuo figlio. Un adulto morto è un parente che ti lascia”, raccontano i Vigili protagonisti dei soccorsi.
I familiari delle 29 vittime, che inizialmente avevano protestato, dopo aver visto in anteprima il film hanno riconosciuto il valore e il senso del lavoro. “Non deve accadere che la ‘retorica sui valorosi soccorritori’ cancelli i morti, la sofferenza dei sopravvissuti e la ricerca e l’accertamento di eventuali responsabilità”, ha detto Michele Santoro.
“Questo nostro film non celebra né il potere costituito né gli eroi, celebra i non eroi: i Vigili del fuoco che si sono infilati in quei buchi, i sopravvissuti che si preoccupavano più della salvezza degli altri che di loro stessi, e quei bambini che hanno resistito nel buio tenendosi per mano”.

L’Italia dal 25 luglio 1943 al 2 giugno 1946

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Referendum del 2 giugno 1946
Referendum del 2 giugno 1946

“L’Italia della Repubblica”, in onda oggi alle 21.10 su Rai Storia, ripercorre il lungo sentiero dalla caduta del fascismo il 25 luglio 1943 al 2 giugno 1946, quando oltre il 54 per cento degli italiani vota a favore della Repubblica al referendum istituzionale.
La guerra, il risorgere della politica e l’entusiasmo per la vittoria della Repubblica rivivono nei ricordi del Presidente Emerito Giorgio Napolitano, intervistato da Michele Astori nel “faccia a faccia”.

Al centro della narrazione, ci sono gli eventi bellici (1943-1945), la guerra civile, la nascita del Comitato di Liberazione Nazionale e i rapporti dei partiti antifascisti con il Re Vittorio Emanuele III e il Governo Badoglio.
La puntata si avvale, inoltre, del contributo degli storici Davide Grippa e Angelo Ventrone ma il racconto dà voce anche ai protagonisti dell’epoca, in interviste di repertorio tratte dalle Teche Rai: Umberto II di Savoia, Ugo La Malfa, Vittorio Foa, Leo Valiani, Massimo Caprara, Ferruccio Parri, Indro Montanelli e Leone Cattani.

Le isole pontine a Linea Verde

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Isola di Ponza

Isole pontine: Ponza, Palmarola, Gavi, Zannone e Ventotene sono protagoniste della puntata straordinaria di Linea Verde, oggi su Rai1 alle 14.00.

Sussistenza, abbandono, ritorno sono le fasi che ha attraversato l’agricoltura sulle isole Pontine. Dopo la corsa al turismo, prima voce dell’economia di questi luoghi da fine anni Novanta, si assiste oggi a un massiccio ritorno alla terra. Marketing? Maggiore consapevolezza dei consumatori alla ricerca di prodotti di qualità? Turismo integrato a caccia non solo di belle spiagge e suggestivi tramonti?
Si parte da Ponza con Daniela Ferolla che, tra le vigne eroiche a picco sul mare oggi recuperate, racconta come sia ripresa la produzione della Biancolella: un vitigno autoctono approdato sull’isola al tempo dei Borboni.
Patrizio Roversi, invece, si trova a Ventotene per parlare della lenticchia di Ventotene che in questo momento dell’anno viene seminata. La lenticchia per l’isola di Ventotene è una risorsa agricola ed economica, oltre ad essere stimata dai migliori chef italiani. Con Patrizio Roversi, e sempre a Ventotene, si andrà anche a conoscere un giovane agricoltore che utilizza, in una terra dove l’acqua scarseggia, il metodo della permacultura per coltivare gli ortaggi.
Ma la puntata non è solo Ponza e Ventotene, con Daniela Ferolla, infatti, si va a Palmarola, mentre con Patrizio si parteciperà, grazie al lavoro che svolge l’ISPRA, all’inanellamento di uccelli migratori che si fermano su queste isole. Nel finale di puntata spazio ai piatti tipici della cucina isolana.

23 maggio in memoria di Giovanni Falcone

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Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

In occasione del 25° anniversario della strage di Capaci la Rai dedica l’intera giornata alla memoria del magistrato Giovanni Falcone (Palermo, 18 maggio 1939 – Palermo, 23 maggio 1992).

Il 23 maggio 1992, morirono nella strage di Capaci il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani.
A 25 anni della strage, martedì 23 maggio, Rai Cultura ripercorre alcuni tra i momenti più drammatici della nostra storia, dedicando la programmazione dell’intera giornata di Rai Storia al giudice simbolo della lotta contro la mafia e agli uomini e alle donne che hanno dato la vita per la lotta alla criminalità organizzata.
In particolare, alle 14.00 in “MAXI. Il Grande Processo a Cosa Nostra” il Presidente del Senato, Pietro Grasso, all’epoca degli avvenimenti Giudice a latere del procedimento, introduce il più grande processo alla mafia mai realizzato in Italia e in tutto il mondo.
Il documentario propone riprese inedite dell’archivio del Maxiprocesso, custodito a Corleone, numerose ricostruzioni, immagini aeree di Palermo e riprese della città in altissima definizione, con una elaborata confezione grafica di particolare impatto visivo. Nell’arco di tutta la giornata saranno, inoltre, proposte pillole con immagini inedite e digitalizzate, selezionate tra le oltre 1400 ore di riprese RAI del Maxiprocesso.

A mezzanotte, e in replica alle ore 5.30, 08.30, 11.30, 14.00 e alle 20.10, “Il giorno e la Storia” ricostruisce la strage di Capaci.
Alle 8.50 il professor Salvatore Lupo ripercorre, invece, a “Il tempo e la Storia” la strage di Portella della Ginestra.
Alle 9.30 nel documentario “Un fatto umano – Le parole di Giovanni Falcone”, Franco Roberti, Procuratore Nazionale Antimafia, fa ritratto di Giovanni Falcone.
Alle 10.30 il documentario “Rosario Livatino – il ragazzo con la toga”, racconta la vicenda di un altro giudice ucciso da Cosa Nostra, mentre alle 12.00 il “Antonino Caponnetto – padre del pool antimafia” racconta l’uomo che, a capo dell’Ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo, seppe raccogliere il testimone da Rocco Chinnici, assassinato nel 1983.
Alle 12.30 è la volta di “Vera Pegna. Una compagna che sfidò la mafia” una storia di impegno politico e di lotta alla mafia nella Sicilia degli anni ’60.
Alle 14.30 torna “Il Tempo e la Storia” con il professor Salvatore Lupo che racconta la prima guerra di mafia negli anni 1962-1963.
Alle 15.00, “Pietro Scaglione – la prima vittima” pone l’obiettivo sulla morte del Procuratore Pietro Scaglione, assassinato a Palermo il 5 maggio 1971.
Alle 16.00 “Pio La Torre – per tutta una vita” ripercorre la vicenda di Pio La Torre, ucciso il 30 aprile 1982, che non riuscì a vedere approvata la legge che porta il suo nome e che cambiò i rapporti di forza tra Mafia e Stato.
Alle 17.00 e alle 18.00 si ricordano due uomini delle forze dell’ordine uccisi dalla mafia con i doc “Boris Giuliano, un commissario a Palermo” e “Generale: rivivendo Carlo Alberto Dalla Chiesa”.
Alle 19.00 con “Mafia. Affari Sporchi in Europa” si parla di ‘ndrangheta, l’organizzazione criminale italiana meno conosciuta e, allo stesso tempo, più capillare e potente in questa epoca storica.
Alle 20.30 “Il Tempo e la Storia” ripercorre le stragi di mafia, da Capaci agli attentati di Firenze, Milano e Roma.
Alle 21.10, “Diario Civile” si occupa della storia del giornale L’Ora, intrecciata con quella della città di Palermo e con la carriera di tantissimi giornalisti diventati famosi.
Alle 22.40 con il doc “Vite contro la mafia” che racconta il lavoro di Giuseppe Marrazzo, che ha formato generazioni di giornalisti e che ha, soprattutto, indicato la strada svelando segreti e retroscena della vita criminale italiana.
La giornata si chiude alle 23.30 con il doc “Io mi ricordo Paolo Borsellino”, uno speciale dedicato al magistrato italiano Paolo Borsellino, che perse la vita nella strage di via D’Amelio, il 19 luglio 1992. Il Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti ricorda l’impegno e l’eredità ricevuta dal giudice Paolo Borsellino e l’importanza del metodo investigativo del pool antimafia.

Concita De Gregorio racconta Napoli con Luigi de Magistris

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Concita De Gregorio

Napoli stasera in tv su RAi3: di quartiere in quartiere, un condensato di voci tradizionali e non; una Napoli che non ha come sfondo il Vesuvio ma le ciminiere di Bagnoli e sull’orizzonte l’isola di Nisida.
Luigi de Magistris racconta la “sua” Napoli, quella che per la seconda volta gli ha dato fiducia e per la prima volta racconta il ruolo fondamentale di sua moglie Mariateresa Dolce. Si contrappone a de Magistris la visione di Antonio Bassolino, l’ex sindaco che negli anni ’90 ha rimodernato la città e che è tornato a candidarsi energicamente a primo cittadino. Bassolino ha perso le discusse primarie del Partito democratico e ha visto i dem (componente Pd guidata da Dario Franceschini, entrata in maggioranza sostenendo Renzi al congresso: è la rappresentanza più nutrita in Parlamento) rimanere fuori anche dal ballottaggio.

Di questo e altro si parlerà a FuoriRoma, trasmissione tv di Rai3 condotta da Concita De Gregorio e in onda stasera in tv alle 23.10: si racconterà la Napoli “ribelle” di Luigi de Magistris, ex magistrato, riconfermato alla guida della città a giugno del 2016, sostenuto da un fronte di liste civiche poi confluite nel movimento politico DemA, che aspira a un ruolo nazionale di primo piano. Concita De Gregorio si sposta di quartiere in quartiere, sceglie un condensato di voci tradizionali e non, associate alla città partenopea. Cambia i punti di vista, come quello “dell’altro golfo”, che non ha come sfondo il Vesuvio ma le ciminiere di Bagnoli e sull’orizzonte l’isola di Nisida.
A ricordare che nei vicoli si spara ancora e ci sono grandi contraddizioni, luci e ombre, l’onorevole Roberto Fico del Movimento 5 Stelle; lo raccontano le immagini tra le strade di Forcella riprese con la giornalista Amalia de Simone; le scritte sui muri che celebrano un giovane boss ucciso nel 2015; c’è la voce di Chanel, la moglie dello spietato boss della serie tv Gomorra, interpretata dall’attrice Cristina Donadio, e il punto di vista del regista Edoardo de Angelis.
Concita De Gregorio attraversa con Anna Riccardi, professoressa che insegna l’analisi del testo attraverso le canzoni neomelodiche, la periferia dimenticata di Barra.
E poi le ferite ambientali come quella di Bagnoli. Le promesse della politica per una bonifica che tarda a partire. Concita De Gregorio ne parla con la scrittrice Valeria Parrella, che vede il futuro e obbligato rilancio di Napoli nella bellezza e nell’arte. Completano la puntata di FuoriRoma le opere della casa museo di Lia Rumma, la musica neomelodica di Maria Nazionale e il rap di O’Zulù, la comicità dei The JackaL pionieri delle web serie, la creatività di Alessandro Rak che realizza fumetti e film di animazione premiati nel mondo, in un palazzo nel cuore di Napoli.

Giovanni Falcone, simbolo della lotta contro la mafia

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Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

Giovanni Falcone – C’era una volta a Palermo: a 25 anni dalla strage di Capaci (era il 23 maggio 1992) Rai Cultura dedica a Giovanni Falcone il documentario “Giovanni Falcone – C’era una volta a Palermo”, in onda lunedì 22 maggio alle 21.10 su Rai Storia e sabato 27 maggio in seconda serata su Rai1, per il ciclo “Diario Civile” con un’introduzione del Procuratore Nazionale Antimafia, Franco Roberti.

Il rapporto con Paolo Borsellino, gli anni del pool di Palermo, il periodo dei veleni, l’anno alla Direzione dell’Ufficio Affari Penali al Ministero di Grazia e Giustizia, a Roma.
Il metodo investigativo e le capacità strategiche di Falcone, simbolo della lotta contro la mafia e di legalità, hanno fatto di lui un “fuoriclasse” riconosciuto in tutto il mondo, prova ne è l’omaggio del Congresso Americano in occasione della sua morte.

Tra i testimoni che ricostruiscono la vita Giovanni Falcone e raccontano il proprio rapporto con lui, la sorella Maria, il nipote Vincenzo Di Fresco, il Presidente del Senato Pietro Grasso, gli ex giudici del pool antimafia Leonardo Guarnotta e Giuseppe Di Lello, l’ex Sostituto Procuratore di Palermo, Giuseppe Ayala, l’ex Ministro di Grazia e Giustizia, Claudio Martelli, il Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Palermo, Roberto Scarpinato, il Comandante Regionale Guardia di Finanza Sicilia, Ignazio Gibilaro, l’ex Comandante Sezione Antimafia Palermo, il Generale Angiolo Pellegrini, e i giornalisti Francesco La Licata, Marcelle Padovani (giornalista francese che nel 1991 collabora con Giovanni Falcone alla stesura del libro Cose di Cosa Nostra), Attilio Bolzoni e Giovanni Bianconi.
Il documentario “Giovanni Falcone – C’era una volta a Palermo” è di Alessandro Chiappetta per la regia di Graziano Conversano.

REPORT: stasera in tv sicurezza informatica, Mose e data mining

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Stasera in tv Sigfrido Ranucci conduce REPORT

Nuovo appuntamento stasera in tv con attualità e inchieste di qualità: alle 21.30 su Rai3 in onda la nuova puntata di “Report”, interessante programma tv condotto da Sigfrido Ranucci. Stasera in tv su REPORT focus sulla sicurezza informatica visto quanto accaduto nei giorni scorsi, sul Mose (Quando lo finiscono? E funzionerà? E i costi enormi?) e sul data mining (ovunque si stia c’è qualcuno che cerca di carpire i tuoi interessi per venderti qualcosa).

In apertura REPORT proporrà l’inchiesta di Giuliano Marrucci dal titolo “Voglio piangere“: tutti i file sequestrati e la richiesta di pagare 300 dollari per il riscatto. È il ricatto subìto da oltre 370.000 tra enti pubblici, aziende e privati di 150 Paesi i cui computer sono stati infettati nei giorni scorsi dal ransomware WannaCry, software ostile con cui i cyber criminali hanno bloccato l’operatività di fabbriche, università e ospedali. Hanno potuto sfruttare una vulnerabilità di Windows che era stata già scoperta dalla Nsa, la National Security Agency statunitense, e che le era stata “soffiata” e messa all’asta sul mercato nero online. Giuliano Marrucci è andato in America a intervistare il guru della sicurezza informatica Bruce Schneier, che denuncia come proprio la Nsa rende internet meno sicuro: quando scopre una vulnerabilità di sistema, invece di avvertire Microsoft o gli altri produttori perché riparino il “buco” preferisce tenerlo segreto, per poterlo usare lei stessa strategicamente. Così tuttavia i varchi nella sicurezza rimangono aperti ed è solo questione di tempo perché si ritorcano contro di noi, utenti ignari della rete. Sono i danni collaterali delle guerre cibernetiche, che si combattono a nostra insaputa tra hacker di stato anche a colpi di notizie false su Facebook e Twitter ma (come si vedrà nella puntata) possono colpire anche attraverso la violazione del software della nostra lavatrice o telecamera “intelligente”. Un viaggio tra Russia e Stati Uniti per verificare chi è all’origine della pandemia di notizie false sui social e quale ne è l’impatto, tra propaganda e realtà.

A seguire “Sorvegliati speciali” di Giorgio Mottola. Avete presente il film “Minority Report” del 2002, con Tom Cruise che cammina in un centro commerciale e i monitor pubblicitari che lo riconoscono e lo bombardano di pubblicità personalizzata? Sembrava fantascienza invece ormai ci siamo. Anche nelle nostre stazioni e aeroporti, per strada o davanti alle vetrine, si può già notare il piccolo occhio di una telecamera appena sopra il monitor pubblicitario. Ci stanno osservando mentre guardiamo l’annuncio e provano a capire dalle nostre reazioni quali potrebbero essere i nostri gusti. Lo chiamano data mining e vuol dire che dovunque ti giri c’è qualcuno che cerca di sapere i fatti tuoi per venderti qualcosa. I dati sono il petrolio della nostra era, moltiplicano i profitti delle aziende che li possiedono e tutti ne sono alla ricerca. Le applicazioni sono gratis, l’uso dei social è gratis solo perché il prodotto siamo diventati noi, con le nostre informazioni personali che lasciamo in giro sul web, nei profili social e mentre usiamo i nostri smartphone. Le compagnie che si occupano di dati sono in grado di elaborare un profilo psicologico di qualunque utente e adoperarlo per venderci mutui, viaggi, automobili o qualsiasi altro prodotto. Compreso un candidato per le elezioni politiche. Ma la profilazione ha ormai superato le barriere del mondo virtuale di internet. Se qualsiasi società può accedere liberamente alle nostre informazioni personali, in alcuni casi la vita può trasformarsi in un inferno. È quello che successo ad alcune persone il cui nome è finito su World Check, il database di soggetti a rischio più grande del mondo di proprietà dell’agenzia di stampa Thomson Reuters.
Contestualmente alla messa in onda Report renderà disponibile online un sito realizzato ad hoc per analizzare come, da chi e quanto sono profilati gli utenti dei siti più diffusi in Italia.

In chiusura di puntata “In alto mare” di Luca Chianca. Report torna ad occuparsi del Mose che sta per “Modulo sperimentale elettromeccanico”, ovvero il sistema di 79 paratoie mobili sommerse che, in caso di acqua alta eccezionale, dovrebbero sollevarsi per proteggere Venezia. Quando lo finiscono? E funzionerà? A tre anni dall’indagine della Procura di Venezia che nel 2014 scoperchiò un sistema di corruzione che ha travolto controllori, controllati, politica locale e nazionale, come stanno andando le cose? Lo Stato finora ha speso 5 miliardi e 493 milioni di euro per un’opera che secondo le promesse sarà consegnata solo nel 2021, con una decina di anni di ritardo sui tempi stabiliti. Ma già oggi ci sono problemi e l’esperimento rischia di costare al contribuente una fortuna in manutenzione: dai 30 ai 100 milioni l’anno, perché il progetto prevede che ognuna delle 79 paratoie venga tirata su dall’acqua, portata all’Arsenale, ridipinta e rituffata in laguna. Non si sa nemmeno chi gestirà il Mose e il progetto nasce sbagliato perché piazza San Marco dopo tutti i soldi spesi andrà comunque sempre sott’acqua.

Si può seguire “Report”, tutti i giorni, sul sito www.report.rai.it  e sui profili social:
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Gelato artigianale, tanto buono quanto misterioso

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Gelato artigianale

Gli ingredienti di un buon gelato artigianale? Latte, zucchero e uova, è quello che dovrebbe esserci in un buon gelato artigianale. Ma indagando si scopre che, nel tanto goloso e amato cono gelato, c’è (purtroppo) molto di più.

Stasera in tv a “Indovina chi viene a cena” di Sabrina Giannini, alle 21.15 su Rai3, si parla proprio del gelato artigianale: la puntata, dal titolo “Che gusto c’è?”, è firmata da Adele Grossi e Chiara Avesani.
E poi, è davvero artigianale quel che ci propinano per gelato artigianale? La legge italiana ha maglie larghe in questo settore tanto da permettere anche al gelato industriale di fregiarsi di un titolo così accattivante.
Quando compriamo un gelato spesso non possiamo sapere se contiene sostanze allergeniche o additivi sospettati di essere pericolosi per la salute. Tanti gusti, tanti aromi, naturali e non. E così la pera si ricostruisce in laboratorio, e per fare la fragola puoi usare anche un po’ di banana.
“Indovina chi viene a cena” è andata dove viene creato il profumo del cibo… per scoprire che il prosciutto cotto senza gli aromi saprebbe solo di carne bollita.

Dolomiti, non solo montagne

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Dolomiti

Le Dolomiti, dal nome del geologo francese Dieudonné Dolomieu che scoprì le proprietà della dolomia (roccia calcarea ricchissima di dolomite) presente in questa catena montuosa, sono un insieme di gruppi montuosi delle Alpi Orientali italiane comprese tra Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli.

Le Dolomiti sono dal 2009 considerate dall’Unesco “patrimonio dell’umanità” per il loro valore geomorfologico e per la straordinaria bellezza del paesaggio: spettacolari dislivelli verticali con ben vette oltre i 3000 metri e molteplici stratificazioni delle rocce che descrivono in maniera dettagliata l’evoluzione storica della terra, dal primo Paleozoico al Cretaceo.
Bellezza che affascinò anche Le Corbusier, tra le figure più influenti della Storia dell’architettura contemporanea, che definì le Dolomiti “la più bella opera architettonica del mondo”.

Le Dolomiti senza confini, nella loro globalità, sono raccontate nel bel reportage in 6 puntate dal titolo “Dolomiti – Montagne, uomini e storie”, realizzato da Piero Badaloni, con la collaborazione di Fausta Slanzi, in onda da lunedì 22 maggio alle 22.40 su Rai Storia.

La prima delle sei tappe del viaggio nella catena alpina è nel Bletterbach, un canyon profondo 400 metri, dove un giovane geologo spiega come nacquero le Dolomiti, 250 milioni di anni fa, mostrando i vari strati che si sono sovrapposti nel tempo.
Sulla cima della Marmolada (3.343 metri s.l.m.) un ricercatore del Museo della Scienza di Trento misura lo stato di salute di un ghiacciaio che rischia di scomparire fra poche decine di anni. Alla base della montagna più alta delle Dolomiti, invece, un ex ristoratore ha trasformato il suo locale in un museo che custodisce centinaia di reperti della prima guerra mondiale, trovati nelle gallerie che furono scavate dai soldati sotto il ghiacciaio.
È una storia, quella delle Dolomiti, riletta attraverso le storie di chi le studia e le protegge, di chi ne ha conquistato le vette, di chi ne coltiva le pendici con fatica e tenacia, di chi ne utilizza le acque per produrre energia e il legname dei boschi per costruire case, cercando di mantenere intatto un delicato equilibrio paesaggistico di cui fanno parte non solo i monti, veri e propri monumenti naturali, ma anche gli alpeggi, pieni di malghe e baite, e i mille paesi, piccoli e grandi, con le loro abitazioni tipiche e i fienili, sparsi per le valli, ognuno con una sua architettura particolare.

SOFIA LA PRINCIPESSA, nuovi episodi su Rai YoYo

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Sofia la Principessa, nuovi episodi

Pronti via per i nuovi episodi di “Sofia la Principessa”: su Rai YoYo da lunedì 22 maggio, tutti i giorni, alle 7.10 torna la serie ambientata in un mondo fiabesco.
Quale bambina non sogna di trasformarsi in una vera principessa? E’ quello che succede a Sofia, la protagonista di una delle serie Disney più amate. Nei primi episodi andati in onda, la vita di Sofia è come quella di una bambina qualsiasi. Quando però sua madre sposa un Re, lei viene catapultata nella fantastica, ma anche caotica, vita del palazzo reale, insieme a nuovi fratellastri e sorellastre, Amber e James.
Nella serie hanno fatto la loro comparsa Fauna, Flora e Serenella (le fate buone presenti nel classico Disney “La Bella Addormentata nel Bosco”) in qualità di direttrici della Royal Prep, scuola che Sofia frequenta insieme ad altri principi e principesse. Si sono poi viste come vere e proprie “guest star” anche altre principesse come Cenerentola, Jasmine, Belle, Ariel, Aurora, Biancaneve, Mulan, Rapunzel, Tiana e Merida.
Ma vivere da principessa, tra carrozze trainate da cavalli alati e fedeli servitori, non è così semplice. La protagonista, infatti, dovrà imparare a seguire le regole dell’alta società, avere un comportamento consono al suo casato ed essere sempre all’altezza della situazione.

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