Squillace stasera è in tv su RAI STORIA: Italia, viaggio nella bellezza

Stasera in tv su RAI STORIA protagonista del programma tv Italia, viaggio nella bellezza è la cittadina calabrese di Squillace. Saranno i Normanni a ripopolare l’antico sito

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Comune di Squillace questa sera in tv su Rai Storia a Italia, viaggio nella bellezza
Comune di Squillace questa sera in tv su Rai Storia a Italia, viaggio nella bellezza

Stasera in tv su RAI STORIA protagonista del programma tv Italia, viaggio nella bellezza è la cittadina calabrese di Squillace.
La lunga storia di Squillace, sul versante ionico del punto più stretto della Calabria, ma anche di tutt’Italia, e via istmica che unisce Lamezia Terme a Catanzaro, è al centro di Italia, viaggio nella bellezza in onda stasera 8 febbraio alle 22.00 su Rai Storia.
La puntata, firmata da Eugenio Farioli Vecchioli, ripercorre le vicende della colonia marina fondata dai greci con il nome di Skylletion, diventata poi Scolacium, importante centro romano dotato di teatro, anfiteatri, edifici amministrativi e religiosi.
In epoca tardo antica e altomedievale, la città conosce una o forse due rifondazioni: gli squillacesi abbandonano, infatti, la costa per rifugiarsi nell’entroterra, in altura, in un castrum protetto da mura. Una vera e propria fuga dal mare, per allontanarsi dalle coste malariche prima, e successivamente per sfuggire alle incursioni degli arabi.
E così, dal VI all’XI secolo, sotto il dominio bizantino, Squillace vive una “seconda vita”, lontana dal mare, isolata, con forme di economia fortemente autarchiche. Saranno i Normanni, alla fine dell’XI secolo, a ripopolare l’antico sito costiero di Scolacium, costruendovi una spettacolare abbazia incompiuta, l’imponente chiesa di Santa Maria della Roccella. Oggi, il Parco Archeologico di Scolacium – vero e proprio polmone verde di quel tratto di costa ionica racchiuso nell’ampio golfo di Squillace – conserva le tracce di questa affascinante storia.

La storia insediativa di Squillace come riporta il sito web dei beni culturali: da Skylletion a Scolacium

In un territorio (località Fosso Suvarella, Cotruzzo, Fosso Scorciacapre, Santoregno, La Piazza e Rotondone) che già aveva visto la presenza umana in epoche lontane (paleolitico e neolitico, ma soprattutto nell’età del Bronzo), i coloni greci, guidati secondo la tradizione, dall’eroe ateniese Menesteo o, secondo quanto afferma Cassiodoro, da Ulisse, che tornava dalla guerra di Troia, impiantarono la città di Skylletion nota attualmente solo da pochi dati archeologici sicuri.
Mentre le fonti storiche rimandano almeno all’VIII secolo a.C., i reperti archeologici recuperati fino ad oggi a Roccelletta (un frammento di ceramica a figure nere, orli di coppe attiche e coppe ioniche) testimoniano l’esistenza dell’insediamento greco presso il fiume Corace (dove era il porto?) almeno dal VI secolo a.C.
Di Skylletion al momento non si conosce l’estensione e i caratteri urbanistici, poiché vi si sovrappose in seguito la colonia romana, ma essa fu certo importante per il controllo della breve via istmica tra Ionio e Tirreno e per il controllo delle direttrici di traffico marittimo.
La sua vitalità fino al IV-III sec. a.C. è documentata dai frammenti ceramici recuperati in città e nel territorio, oltre che dalle monete (dal VI al III sec.a .C.), segno della vivacità degli scambi quotidiani anche nel periodo di occupazione italica (Brettii).
Alla fine della seconda guerra punica il centro decadde e l’interesse per la zona maturò alcuni decenni dopo la deduzione delle colonie romane di Crotone e Tempsa e latine di Copia e Valentia (tra il 194 e il 192 a.C). Infatti è solo nel 123-122 a.C. che, per volere di Caio Gracco – che proseguiva l’opera ed il programma politico del fratello Tiberio (morto nel 133 a.C.) – i romani fondarono la colonia Colonia Minervia Scolacium .
La deduzione di essa comportò una nuova pianificazione urbana e territoriale, quest’ultima grazie alla centuriazione, che comportò una nuova divisione del territorio rurale. Le tracce di questo antico frazionamento agrimensorio (centuriazione) sono state individuate nella piana del fiume Corace.
All’epoca di Augusto e con i suoi successori giulio-claudi (fino al 69 d.C.), si assiste ad una riqualificazione urbana, con edifici particolarmente sontuosi (foro, teatro, terme) e l’impiego di manufatti artistici in marmo (statue, ritratti, apparati decorativi). Notevole fu anche la presenza delle più importanti produzioni ceramiche ed artigianali del mondo romano che affluivano con regolarità (terre sigillate, pareti sottili, lucerne, anfore, vetri…).
Dopo un periodo di crisi (età flavia), tra il 96 e il 98 d.C. l’imperatore Marco Cocceio Nerva decise di potenziare la città ricolonizzandola. Essa assunse il nome di Colonia Minervia Nervia Augusta Scolacium (usato solo negli atti ufficiali e nelle iscrizioni pubbliche) e con un’accorta politica urbanistica e di edilizia pubblica si attuò la ristrutturazione dei monumenti esistenti e si crearono nuove opere pubbliche, con un programma di ampio respiro durato fino al II secolo, sotto l’imperatore Antonino Pio.
Quanto al territorio, per tutta l’età imperiale si impiantarono di villae, in posizione ideale per lo sfruttamento agricolo e per l’accesso alle vie di comunicazione (strade, approdi fluviali e marittimi). Dal III secolo d.C. le villae, al centro di latifondi via via più estesi, furono riorganizzati, attirando manodopera agricola fino al VI secolo, epoca, segnata dalla guerra greco-gotica (535-552 d.C.) con cui inizia il declino di Scolacium. Di questo periodo è l’impianto strategicamente più difendibile, di un castrum quod Scillacium dicitur, alcuni chilometri più a sud.
Nel corso del VII secolo, gli abitanti abbandonarono definitivamente la fascia costiera verso le posizioni più arroccate dell’entroterra, trasferendo anche la sede vescovile, ereditata, con il nome antico, dall’attuale Squillace.
Dopo una frequentazione discontinua tra VIII e XI secolo, nel sito già occupato dalla città i Normanni tentarono di edificare una grandiosa abbazia, Santa Maria della Roccella .
Ma i tempi non erano maturi e l’edificio non fu ultimato, tanto che nei secolo seguenti servì come fortificazione e, dal XVI secolo, inserita nell’ambito del piano delle torri costiere di difesa del Viceregno spagnolo.
I terreni, con ruderi affioranti di varie epoche, divennero proprietà della mensa vescovile di Squillace, e tali si mantennero fino al 1783, anno del rovinoso sisma, cui seguì il flagello della Cassa sacra, voluta dai Borbone di Napoli.
Ulteriori ridefinizioni territoriali ed espropri si ebbero con l’avvento dei Savoia, tanto che gran parte dell’area occupata dall’abitato di Scolacium, in comune di Borgia, mediante acquisti, divenne proprietà dei baroni Mazza. Ad essi, dopo le esplorazioni degli anni ’60 e ’70 del XX secolo, fu espropriata con un iter concluso nel 1982 con la creazione del Parco Archeologico di Scolacium.

Informazioni relative al Comune di Squillace

Regione Calabria, Provincia Catanzaro (CZ)
Popolazione residente a Squillace: 3541 (Maschi 1.778, Femmine 1.763)
Densità per Kmq: 104,9
Superficie del Comune di Squillace: 33,77 Kmq
CAP di Squillace 88069
Prefisso Telefonico di Squillace 0961
Codice Istat di Squillace 079142
Codice Catastale di Squillace I929
Denominazione degli abitanti di Squillace: squillacesi o squillacioti
Santo Patrono di Squillace è Sant’Agazio
Festa Patronale di Squillace è il 7 maggio
Il Comune di Squillace confina con i Comuni di Amaroni, Borgia, Girifalco, Montauro, Palermiti, Stalettì, Vallefiorita
Musei nel Comune di Squillace: Museo Diocesano, Archivio Diocesano
Chiese e altri edifici religiosi nel Comune di Squillace: Chiesa di Santa Maria della Pietà (XIII secolo), Cattedrale
Altitudine, altezza su livello del mare espressa in metri, del Comune di Squillace: Casa Comunale 344 metri, Minima 0 metri, Massima 398 metri.