Su Rai Storia il terremoto in Friuli del 6 maggio 1976

Stasera in tv su Rai Storia lo speciale sul terribile terremoto in Friuli del 6 maggio 1976. Distruzione e morte nelle province di Udine e Pordenone

0
902
Su Rai Storia il terremoto in Friuli del 6 maggio 1976
Su Rai Storia il terremoto in Friuli del 6 maggio 1976

Stasera in tv su Rai Storia lo speciale sul terribile terremoto in Friuli del 6 maggio 1976. 6 maggio 1976: quarant’anni fa un violento terremoto del decimo grado della scala Mercalli, porta distruzione e morte nelle province di Udine e Pordenone provocando un migliaio di vittime.

6 maggio 1976 – Sono da poco passate le 21.00 quando un terremoto di magnitudo 6.4 della scala Richter (un’intensità pari al IX – X grado della scala Mercalli) scuote le rovince di Udine e Pordenone e una vasta area dei territori circostanti, dell’Austria meridionale e della Jugoslavia. Un sisma distruttivo che viene avvertito in tutta l’Italia centro settentrionale. Saranno 989 le vittime. Quasi 400 se ne conteranno solo a Gemona, un piccolo comune ai piedi del monte Chiampon – epicentro con Artegna della scossa- che diventerà per tutti il simbolo del devastante terremoto del Friuli. Interi paesi saranno rasi al suolo, migliaia i feriti e oltre cinquantamila i senza tetto.
Sarà proprio la tv, allora ancora in bianco e nero, a portare nelle case degli italiani, forse per la prima volta nella storia televisiva nazionale, le immagini della distruzione e della disperazione di un popolo fiero come i friulani, che fin da subito cominciarono a ricostruire i propri paesi, le fabbriche, le chiese, le case. Per giorni e giorni le telecamere del telegiornale e i microfoni del giornale radio, con i suoi giornalisti inviati, documenteranno praticamente in diretta il cataclisma e racconteranno le storie e i lutti di tante famiglie. Ed è in occasione del 40esimo Anniversario del terremoto del Friuli che Rai ha messo a punto una programmazione dedicata che prende il via già da giovedì 5 maggio e prosegue per tutto il giorno della ricorrenza. Venerdì 6, da Venzone (Udine) sarà proposta la cerimonia di
commemorazione che si svolgerà alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in diretta alle 11.55, a cura del Tg1 in collaborazione con Rai Quirinale. Tutte le Reti e le Testate televisive e radiofoniche daranno ampio risalto alla ricorrenza. In particolare, RaiNews24 dedicherà spazi di approfondimento ad hoc, con finestre in diretta sulla visita del Presidente della Repubblica in Friuli. La Tgr, con la redazione di Trieste in lingua italiana già dal 24 aprile sta trasmettendo una serie di servizi speciali nell’edizione delle 19.35, mentre fino a sabato 7 maggio la redazione in lingua slovena predisporrà una serie di servizi commemorativi e di attualità nelle edizioni dei suoi Telegiornali e Giornali Radio.

Al ricordo di quella tragedia Rai Cultura dedica lo speciale 6 maggio 1976. Terremoto in Friuli, in onda stasera venerdì 6 maggio alle 22.30 su Rai Storia.
Il documentario, firmato da Antonia Pillosio, è costruito sulla base di spunti inediti suggeriti in momenti diversi dal Commissario Straordinario Giuseppe Zamberletti, che ha condiviso con la comunità friulana quei  momenti difficili e che ci aiuta a comprendere meglio la calamità che ha segnato la storia moderna del Friuli. Mille morti, centomila i senzatetto, migliaia le case, le chiese e le aziende distrutte. Ma quello che il documentario vuole raccontare è soprattutto l’impresa straordinaria compiuta dai cittadini friulani che, dopo il sisma, sono riusciti a rimettere in piedi le loro case diventando protagonisti di un’esemplare opera di ricostruzione conosciuta come “Modello Friuli”.
Tra i provvedimenti, il più importante è stato il conferimento della delega dei poteri speciali alla Regione Friuli Venezia Giulia, che ha dato  responsabilità agli enti locali, nominando i Sindaci “funzionari delegati della Regione”.
Il Commissario Straordinario Zamberletti ricorda: “Il trasferire al sindaco la responsabilità di guidare tutte queste fasi operative ha creato un rapporto strettissimo con la gente. Questa è stata secondo me, la decisione che ha rivoluzionato il sistema di Protezione Civile.” 
“Cosi inconsciamente – afferma il sindaco Ivano Benvenuti – abbiamo inventato il “ modello Friuli “per affrontare la ricostruzione vera.”
Il Friuli è l’unica regione in Italia ad aver gestito direttamente la tragedia del terremoto: “È stata una ricostruzione efficace e democratica, non calata dall’alto, ma condivisa – sottolinea Paolo Medeossi cronista del Messaggero Veneto. – Fondamentale è stata la solidarietà trasversale tra i partiti politici”.
Anche la Chiesa si è schierata accanto alle comunità: “Prima nelle tende poi seguendo l’esodo dei terremotati  al mare, e poi al rientro in montagna dentro ai prefabbricati  – dichiara monsignor Sergio Di Giusto. – Sono stati fatti dei gemellaggi con altre Diocesi d’Italia, le “chiese sorelle” come le chiamava l’Arcivescovo Battisti, che hanno portato in Friuli ben sedicimila volontari in aiuto alle popolazioni”.
“Il terremoto non si può prevedere, ma si può prevenire – afferma Salvatore Varisco, Assessore Regionale alla ricostruzione. – Oggi fortunatamente con l’esperienza nostra e quella avvenuta altrove, ci sono le possibilità per prevenire. Si tratta solo di volontà politica”.
Ad arricchire la puntata tantissime immagini delle Teche Rai e altre, che sono state offerte dal Museo Tiere Motus dell’Associazione dei Comuni terremotati e dei sindaci della ricostruzione, presente nel borgo medievale di Venzone. Tra queste, particolari sono le simulazioni in 3D in audio e video della caduta del Duomo di Venzone, presenti nel museo, nella sala del simulatore, a cura del Laboratorio di Interazione Uomo-macchina (HCI Lab) dell’Università di Udine.